MANOSCRITTO ANONIMO DI ALCHIMIA

(XVII SEC.)

 

 

A lode ed onore di Dio Onnipotente e della Beata Vergine Maria, sua Madre, la cui misericordia mi ha illuminato sull’Opera preziosissima dei Filosofi, tanto diligentemente occultata, chiamata Alchimia, ho deciso nei miei ultimi giorni di lasciare a te, figlio mio, questo Dono prezioso della grazia di Dio, mediante il quale la stessa grazia divina mi ha permesso di raggiungere i 207 anni, ringiovanito non poco nell’aspetto ed ancora con vigore e forze naturali abbastanza buone, come agli altri confratelli appare chiaro e manifesto. Per tale ragione il Cielo non vuole che questo Gran Tesoro vada a finire nelle mani dei reprobi.

 

Ora lasciando da parte le parole occulte e le metafore, che usano i Filosofi, ti dirò il vero fondamento, la vera regola, il principio, il mezzo e la fine dell’Opera, affinché contemplando chiaramente la verità della Dottrina, quest’Arte ti appaia senza inganno e falsità, perché nel tempo l’ho sviluppata con le mie stesse mani in modo da insegnarti la retta via, che io stesso ho seguito per evitare di precipitare nell’abisso, dove sono caduti molti ciechi che seguirono falsi sentieri.

 

Stai attento che il malevolo Demonio della Superbia non ti faccia deviare dalla retta via, come è accaduto a molti dottissimi e sottilissimi Spiriti, mossi più dal desiderio di grandi ricchezze per soddisfare le loro voglie sfrenate, i quali  senza l’aiuto della Beata Vergine Maria, ardiscono mettersi all’impresa di questa Arte Alchemica, ma mai potranno raggiungere il bramato fine della Pietra, il che voglio sia conosciuto da tutti. Questi sentimenti siano sempre lontani dal tuo animo e tu rimani sempre fermo nel proposito di operare a lode ed onore di Dio e della Beata Vergine Maria, sua Madre, con l’intento di distribuire le ricchezze ottenute in massima parte ai poveri bisognosi e questo sia il fondamento a base di tutte le tue operazioni, in modo che raggiungerai sicuramente il desiderato fine.

 

Ora sempre nel nome di Dio comincerò col confermarti la veridicità di questo Arcano, come hanno testimoniato tanti e tanti Filosofi prima di me.

In nomine Domini, amen.

 

PRIMA PARTE

 

E’ piaciuto alla Beata Vergine Maria illuminarmi sull’Arte preziosissima dei Filosofi, che ho ottenuto con molta fatica e stenti attraverso la grazia di Dio Onnipotente e che tutti i Filosofi hanno celata e tenuta segreta per giusti motivi.

 

Molti Letterati, avvolti nell’Ignoranza, hanno pensato che quest’Arte  non fosse ragionevole ed anzi fosse una favola, ma ti assicuro che essa è vera ed è un Dono specialissimo di Dio. Ti confermo che la Pietra Filosofale produce un oro purissimo e senza sofisticazioni, del più fine e migliore che tu conosca ed essa stessa Pietra è Oro più che perfetto, ridotto dall’Arte in Medicina. Da questo deriva la sua azione di trasmutare i metalli in oro e di moltiplicarsi in virtù e qualità con lo stesso oro iniziale. Per tua maggiore intelligenza e certezza ti dirò che quest’oro iniziale è l’Oro Nero, che è il principio ed il fondamento di tutta l’Opera, anche ai sensi di quel che dice Arnaldo da Villanova: “… è necessario che il Lapis dei Filosofi si formi dalla natura di due corpi, cioè da Sole e da Luna, e da questo Sole e Luna sia fatto Elisir, dopo aver purificato l’Oro e l’Argento con grande accuratezza in modo che possa convertire i metalli in oro e argento. Nessuno però può dare perfezione a cose imperfette se prima non ha acquisito la stessa perfezione, che nella fattispecie è la capacità di tingere al Bianco e al Rosso e questo è il compito della nostra Pietra che si basa sul procedimento di purificazione dell’Elisir.”[1]

 

Ancora più chiaramente parla il Filosofo, detto la Fenice:

“… è risaputo che dall’animale si origina un animale, dall’uomo un uomo e dal leone un leone e poiché da un metallo non può prendere origine un leone, dunque è dimostrato che l’oro sarà il principio da cui si origina l’oro e non da altri corpi animali, vegetali o minerali”.

                                                              

L’oro è un metallo composto dalla sua Tintura occulta, la quale con le manipolazioni dell’Arte viene ridotta in Spirito ed attraverso questa Spiritualizzazione essa diventa penetrante e tingente ogni altro metallo in oro, ovvero Argento a seconda della preparazione ( cioè Pietra al Bianco o Pietra al Rosso), della quale ti mostrerò il procedimento. In più dice Aristotele che ogni albero produce i propri frutti, uguali a quelli che hanno dato origine allo stesso albero, dopo che il seme si è putrefatto sotto terra. Allo stesso modo anche i metalli non possono essere trasmutati se non vengono ridotti alla loro prima sostanza attraverso la Putrefazione.

 

E affinché tu sia più illuminato, istruito e più fermo in questa scienza, ti citerò quello che dice Alberto Magno: “Il frutto migliore proviene dal Sole perché esso genera tutti i generi e forma tutte le Forme ed è principio e progenie di tutti i metalli e con il suo lume illumina e rischiara le tenebre e potenzia la Sulfureità del Mercurio di tutti i corpi imperfetti.”[2]

 

Dice ancora Geber nel Trattato De Atta: “… dopo la procreazione del Sole, il suo fulgore irradiante e splendente illumina non solo il giorno, ma anche la notte, scacciando le sue tenebre”.[3]

 

Ancora dice Pandolfo nella Turba: “… l’oro è il principio di questa medicina e non c’è cosa al mondo più proporzionata”.

PARTE  SECONDA

 

Da principio ti ho mostrato come mediante la grazia di Dio ho ricevuto questo dono, per cui ora posso spiegarti in modo chiaro il Magistero di quest’Opera: come si comincia e come si prosegue sino alla fine, comprendendo in questo anche la Moltiplicazione sia al Bianco che al Rosso.[4]

 

Prendi oro quanto ti piace e cimentalo bene con cimento reale[5] in modo che diventi purgatissimo; poi amalgamalo con quattro parti di mercurio sublimato e riunificato con Calce e Tartaro crudo. Metti l’amalgama, così ottenuta, in una storta che porrai in bagnomaria o dentro il fimo di cavallo e ivi deve rimanere dritta con la bocca ben chiusa per un giorno filosofico[6]. Poi lo leverai e lo porrai sopra un fornello di cenere in un matraccio provvisto di capello rostrato [distillatore] e di una serpentina tenuta fresca dall’acqua. Dai fuoco e lascia passare il Mercurio giusto, mentre in fondo resterà l’oro spugnoso e putrefatto, che tu laverai e macinerai per bene, bagnandolo con acqua calda. Ritorna poi ad amalgamarlo con lo stesso Mercurio che è stato distillato e ripeti questa tecnica almeno per quattro volte, cioè amalgamare, mettere al caldo e distillare.[7]

 

Devi ripetere l’operazione fino a quando l’oro diventi sottile ed impalpabile, mettendo ogni diligenza affinché divenga tale, perché è necessario che sia sottilizzato e tanto più sarà sottilizzato, tanto meglio verrà a farsi SOLE. Quest’oro, disciolto in acqua semplice diventa per mezzo di tale soluzione estremamente puro, tanto da essere ritenuto il puro oro filosofico e sarà quello che i Filosofi chiamano Mercurio Filosofale o Acqua Permanente[8], senza il cui possesso nessuno potrà mai venire a capo della Pietra Filosofale, perché bisogna che l’oro si faccia Spirituale per poter penetrare gli altri corpi metallici, dato come principio [nota bene] che un corpo possa penetrare un altro corpo. Infatti se l’oro corporale non è adatto a penetrare i corpi metallici imperfetti, non penetrando, non può tingerli e benchè questa soluzione dell’oro sia alquanto lunga nella operazione dell’Opera, non meravigliarti e non stancarti perché è proprio necessario distruggere la forma dell’oro, che la natura per lungo tempo ha fabbricato sotto terra, ed è inoltre necessario riportare l’oro alla sua origine, cioè nella forma di Acqua che aveva prima di diventare oro.[9]

 

Affinchè tu comprenda meglio aggiungo qui le sentenze di alcuni grandi Filosofi in modo che vedrai con i tuoi occhi che tutti concordano su questo punto e cioè che senza questa Soluzione dello Spirito dell’oro è impossibile fabbricare questa Medicina penetrante e tingente e che senza questo composto nessuno può mai riuscire in questa Scienza.

 

Dice dunque Alì: “ Sappiano gli operatori di Alchimia che le specie dei metalli non possono essere trasmutate se prima non sono state ridotti nell’Acqua chiamata di Mercurio.”

 

Geber aggiunge: “… perché il Sole deve essere ridotto alla sua prima origine, che è di natura particolare, allora sarà facile pulire il suo Zolfo con l’assottigliamento in modo che divenga Zolfo tingente in atto.”

 

Ancora la Fenice afferma: “ .. è necessario per prima cosa ridurre la Fissità in Mercurio Volatile e per seconda che quest’ultimo esca dalla sua propria miniera, inoltre bisogna che il Sole venga decotto fino ad eliminare tutta l’Umidità e la Fredezza, solo allora si trasforma in Terra Bianca e successivamente in quella Rossa”.

 

Arnaldo da Villanova conferma: “… è certo che da quell’Acqua dissolvente sorge lo Zolfo e che con il calore viene ridotta la sua frigidità in modo che i metalli possano convertirsi in Argento che avrà origine da essi. Perciò io rimprovero tutti quei sapienti che dicono che i metalli non possono trasmutarsi in niente, citando a questo proposito l’autorità di Aristotele, il quale però ha detto essere impossibile la trasmutazione di una specie in un’altra e di un corpo in un altro se prima il metallo non sia stato ridotto nella sua prima natura, vale a dire il suo Argento, dopo una lunga decozione sotto l’influsso del moto dei corpi celesti”.

   

Tuttavia quasi tutti i Filosofi concordano nel fatto che bisogna riportare i metalli nella loro prima natura [reincrudimento] se si vuole ricavare da essi la Medicina trasmutatoria e moltiplicativa e su questo tema potrei aggiungere infiniti altri pareri.

 

Ricordati quindi che, quando avrai disciolto l’oro, avrai ottenuto la Chiave dell’Arte e il Principio fondamentale dell’Opera, avendo fabbricato un composto dotato di rare virtù, delle quali non si può narrare. Questo è l’Oro Nero Potabile che, preso per bocca, fa ringiovanire i vecchi e produce la sanità nei corpi umani malati, scacciando tutte le malattie e possiede altre infinite virtù meravigliose. Questa è la Nera Acqua Permanente dei Filosofi o Nero Mercurio Filosofico di origine metallica. Fatto questo, hai ottenuto il Principio e la parte maggiore e più importante di quest’Arte.

 

Piglia dunque questa Soluzione d’oro e mettila in un “orcio filosofico” [matraccio rotondo] di tale grandezza che la tua soluzione occupi soltanto la quarta parte del recipiente. Chiudi l’entrata del vaso col Sigillo di Ermete [cioè chiusura ermetica] e ponilo o in fimo di cavallo o in Bagno Maria nella parte che contiene la soluzione e dai un calore tale che tu lo possa sempre tenere in mano senza scottarti. Questo calore deve continuare giorno e notte finchè la massa all’interno si corrompa, formando un corpo a poco a poco sempre più nero. E dopo che è diventato Nero, inizierà a sbiancare e si farà Bianco, ma nel passaggio dal Nero al Bianco vedrai tanti colori che non si possono immaginare al mondo, dei quali colori non ti curare, perché dopo che la massa si sarà decomposta essi cesseranno e si fisseranno tutti nel medesimo colore, cioè il Bianco, nel quale permarrà per qualche tempo questa Medicina fabbricata con l’aiuto divino.

 

Così hai imparato a ridurre l’oro in terra Bianca e che è possibile trasmutare un metallo in un altro, come io ti ho qui insegnato a fare questa Soluzione che è il principio di tutta l’Opera e a ridurre l’Acqua in Corpo o Terra Nera e poi Bianca.

 

In questa Dottrina hai tre parti principali dell’Opera nostra, che Arnaldo da Villanova chiama: prima, seconda e terza opera. Il Corpo ridotto in peso morto, cioè Acqua è la prima opera e corrisponde al primo Elemento. L’Acqua con il calore temperato del fimo o del bagnomaria che si corrompe, si ispessisce, si fa Negra e si trasforma in Terra, che è la seconda opera e secondo Elemento, poi per lunga decozione questa Terra Nera si asciuga e diventa Bianca, allora Arnaldo la chiama terza opera o Elemento d’Aria, che contiene in sé gli altri tre Elementi, perciò è esatto il detto di Anassimandro e degli altri Filosofi i quali affermano che in quella Terra Bianca sono contenuti tutti i quattro Elementi. Ora non mi resta che insegnarti come si compie la quarta opera di Arnaldo e come si concepiscono tutti gli Elementi secondo i detti dei Filosofi.

                                                                   

Quando la tua massa è arrivata al Bianco, e sono passati tutti i colori e la vedi asciutta, ferma e fissa di colore bianco adamantino, allora leva il vaso dal fimo o bagnomaria e mettila su un fornello di cenere dando un calore pari a poco più della metà di quello che serve per fare la carne bollita; allora la massa diventerà albina, poi continuando lo stesso grado di fuoco, vedrai la massa farsi Rossa come una specie di fango per tegole o sugo per carne e più starà sul fornello di cenere, tanto più si arrosserà, così che a questo punto tu puoi crescere il fuoco quanto ti aggrada ed allora diventerà Rossa come una pernice. A questo punto è fatta la quarta opera di Arnaldo e degli altri Filosofi che dicono che avrai conquistato la grazia di Dio quando tutti e 4 gli Elementi saranno spiritualizzati e corporificati insieme, perché il Rosso è l’Elemento Fuoco e da questo deriva il fatto che la Pietra venga anche detta Pietra Elementare.

 

PARTE    TERZA

 

Parlerò ora della Moltiplicazione. Il segreto della Moltiplicazione di questa Pietra  è il più importante ed in esso i Filosofi con il loro occulto parlare hanno confuso la mente a molti e bellissimi Spiriti, dicendo loro che a questa Pietra bisognava ridare l’Anima. Molti pensano che per dargli l’Anima, sia necessario aggiungervi sopra oro o Argento secondo che sia preparata al Rosso o al Bianco e dicono che senza questa nuova aggiunta rimarrebbe come morta, senza nutrimento, né vita e così danno un’interpretazione sbagliata alla Dottrina. Io invece dico che quando in essa sono compresi i 4 Elementi ed è stata fatta Spirituale mediante la sua Soluzione, congelando e disseccando fino al Rosso, come insegnato sopra, per moltiplicarne le virtù occorre solo Scioglierla e Congelarla ripetutamente in modo che si distilla, si putrefà e si calcina da sola, purificandosi sommamente in tutti i suoi componenti ed eliminando ogni difetto.

 

Ascolta a tale proposito Luca, gran Filosofo: “… perché il Magistero sia completo è sufficiente che l’opera rimanga chiusa.”

      

Pandolfo dice: “..il vaso del nostro Lapis è uno solo ed in esso si compie tutto il Magistero sia al Bianco che al Rosso.”

 

Bonello nella Turba dice: “La nostra Pietra è una, una è la Medicina, uno il Regime, una la sua disposizione, unico il modo di operare, unico il modo di iniziare ed unico il modo di finire, mentre i Filosofi  propongono molti artifici, vale a dire cuocere, sublimare, coagulare, irrigare, putrefare, dealbare e rubificare, tuttavia il Regime è uno solo.”

      

Avicenna nel Libro degli Umori dice: “Il calore agendo sul corpo umido produce la Nigredine, ma questa Nerezza finisce con la fine della umidità e quando inizia il Secco allora il colore diventa Bianco e ciò avviene anche nell’Opera.”

 

Da tutti questi passi e da quelli di altri Filosofi Sapienti si ricava che in quest’Opera non bisogna aggiungere nulla fino alla fine del suo compimento, né mai si deve aprire il vaso finchè non sia completamente moltiplicata e fermentata.

 

Ascolta dunque la dichiarazione della verità e comprendi bene il vero modo di Fermentare ed animare quest’Opera, così tanto occultata dai Filosofi, perché nell’operazione della Moltiplicazione o Fermentazione si deve continuare a sciogliere e coagulare [solve et coagula]. Tutta l’Opera si sviluppa in tre fasi: prima si dà l’Anima, cioè la virtù e poi la si moltiplica in virtù ed anche in quantità continuando ad operare nello stesso modo sia al Bianco che al Rosso, eccetto che volendo fare la Pietra dal Bianco si prende la Medicina dopo che è stata ridotta al Bianco e la si deve condurre al Rosso perfetto. Ma per tua maggiore intelligenza e comprensione voglio tornare indietro e spiegarti tutta l’Opera dall’inizio in modo completo e succinto.

 

Volendo dunque fare la Medicina al Bianco e al Rosso, fai così: Sciogli la quantità di oro che ti piace nella Prima Materia[10] ed una volta ridotta, dividi la massa in due parti, ciascuna delle quali porrai in un vaso di vetro [orcio filosofico] ben sigillato con il Sigillo di Ermete. Poni i due vasi in fimo o bagnomaria con fuoco temperato tale che non scotti la mano, continuando lo stesso grado di fuoco fino alla “cenerizzazione”[11] della massa rinchiusa nei vasi, cioè che diventi Nera e col medesimo calore che si ispessisca diventando corpo e che poi si dissechi sempre più e diventi Bianca dopo aver visto apparire infiniti colori. Quando è Bianca, ferma e fissa, leva i vasi dal fimo e uno mettilo da parte al fresco, mentre l’altro lo metti in una pignatta abbastanza alta e che sia ripiena per metà di acqua, dentro cui sospenderai il tuo vaso in modo che il fondo stia a 4 dita o più dalla superficie acquosa. Chiudi bene la pignatta in modo che dal coperchio non esca aria o vapore[12]. Fai poi bollire pianamente e lentamente l’acqua della pignatta ed in pochi giorni la massa secca si scioglierà ritornando acqua come era prima. Allora leva il vaso dalla pignatta e mettila su fimo o bagnomaria col grado di fuoco come hai fatto all’inizio e lascialo finchè si coaguli e ritorni Bianca . Quando è Bianca rimettila dentro la pignatta e fai fuoco finchè si sciolga in acqua e ripeti  tutto il procedimento per almeno 4 volte, ma puoi ripeterlo anche fino a 7 volte se ti piace. Questa è la vera Fermentazione della Pietra al Bianco che serve a moltiplicare le sue virtù.

 

Ora ti spiegherò la Fermentazione della Pietra al Rosso.

 

Prendi il vaso filosofico che hai messo da parte nel quale si trova la Medicina Bianca e Fissa e mettilo sul fornello di cenere e dai un fuoco doppio di quello iniziale in modo che a poco a poco diventi prima Citrina e poi Rossa così che non senta più il fuoco[13]. Fattasi Rossa leva la tua massa dal fuoco e lasciala raffreddare, poi senza mai aprire il vaso riponila nella pignatta come hai fatto per quella al bianco e scioglila allo stesso modo e quando è sciolta in acqua, levala dalla pignatta e mettila di nuovo sul fornello di cenere che diventi Rossa. Ripeti questo procedimento fin che ti piace, ma non meno di 4 volte e quando sarà ben Rossa per la quarta volta allora hai ottenuto il Tesoro del mondo ed il Segreto di tutti i Segreti.

 

Una volta compiuta l’Opera al Bianco e al Rosso, sappi che la Pietra si coagulerà al freddo senza dover rimetterla in bagno per perfezionarla. Parlando di questa Soluzione e Coagulazione i Filosofi dicono che quante più volte la Pietra si scioglie e si coagula, tanto più moltiplica le sue virtù trasmutatorie, cioè tanta più quantità in peso di metallo viene trasmutato in oro durante la Proiezione. Questo è un fatto certo ed è la verità come l’esperienza mi ha ampiamente dimostrato.

 

Saturno nel capitolo della Moltiplicazione chiaramente così parla: “… sappi, figlio, che la nostra Pietra  dovrà essere sciolta in acqua per aumentarne la virtù e che poi bisogna diminuire il calore per farla coagulare.”

 

Albano pure nel capitolo della Moltiplicazione dice: “Quando la Medicina Rossa sarà sciolta, bisogna raffreddarla perché si congeli e più sarà sciolta e coagulata, tanto più sarà efficace”.

  

Bonello nella Turba dice: “La nostra Medicina quanto più sarà riscaldata e raffreddata, tanto più diventerà potente ed acquisterà maggior capacità Tingente e curativa, in modo che può trasmutare 1000 parti di mercurio volgare in oro purissimo.”

  

Il Rosario dice: “Il processo della Moltiplicazione dona alla Pietra Filosofale una virtù eccezionale e si opera facendo sciogliere e coagulare  ripetutamente. Dopo la prima Fermentazione trasmuta 10 parti di mercurio contro una parte in peso di Pietra, dopo la seconda trasmuta 100 parti a 1, dopo la terza 1000 parti a 1, dopo la quarta 10.000 parti a 1, dopo la quinta 100.000 parti a 1, dopo la sesta 1.000.000 parti a 1 e via così all’infinito. Comunque dopo quattro fermentazioni raggiunge la sua perfezione”.

  

Morgeno Re a Filippo dice: “..sappi per certo che il nostro Lapis quando è stato disciolto e coagulato almeno per 4 volte avrà acquistato una capacità speciale e questo è tutto il processo della Moltiplicazione.”

 

Da quanto si è detto puoi capire chiaramente che la Fermentazione e la Moltiplicazione sono la stessa cosa e servono a perfezionare la Pietra sia al Bianco che al Rosso ed anche se potrei citarti molti altri Sapienti, dirò soltanto che quello che ho descritto è la verità ed è quello che io ho fatto per due volte con le mie mani.

 

Ora voglio parlarti della Moltiplicazione in quantità e del come si deve fare la Proiezione della Pietra sui metalli volgari.

     

Dice Gedeone: “.. in merito alle proprietà della Medicina, devi stare attento che sia ben sottilizzata e sublimata. Molti Filosofi discutono se sia meglio aumentare la virtù o la quantità della Pietra, ma io ti dico che è molto meglio aumentarne la virtù attraverso il meccanismo del solve e coagula, perché la seconda fermentazione dà alla Pietra una capacità di trasmutare 100 parti di piombo in oro e la terza 1000 parti. Quella al Bianco trasmuta il piombo in argento purissimo.  Questo oro e questo argento sono più puri di quelli delle miniere e resistono a tutte le prove ideate dall’uomo”.

   

La Fenice dice: “..sappi che la nostra Medicina quando sarà sciolta e coagulata per 4 volte, dopo il passaggio dal Nero al Bianco ha la capacità di trasmutare in oro 100 parti di mercurio ben purgato o di qualsiasi altro metallo imperfetto. Ma nella quinta fermentazione il potere è di 1 a1000 e nella sesta di 1 a 10.000 e nella settima di 1 a 100.000 e così via.”

 

Caro figlio, mi sono soffermato ad insegnarti questa parte più importante dell’Opera, cioè la Fermentazione e la Proiezione perché tu conosca tutti i Segreti della nostra Opera e la capacità della Pietra sui metalli. Ora rimane da insegnarti le altre proprietà della Medicina e cioè la sua capacità curativa ed i suoi effetti sul vetro e sul cristallo.

 

Per quanto riguarda il vetro, se si getta la Pietra sul vetro fuso, questo quando è raffreddato diventa malleabile ad un tenue calore e può essere plasmato come si vuole. Se invece la si getta su un cristallo fuso, esso si trasforma in vero e finissimo Carbuncolo [diamante]. Per quanto riguarda le sue capacità curative, la Pietra filosofale possiede la facoltà di liberare l’uomo da ogni forma di infermità di qualsiasi origine o tipo: calda, fredda, umida, secca, semplice, complessa, nuova o vecchia. Ogni creatura umana verrà sanata da tutti i malanni che la possono colpire, per questo la Pietra è chiamata Medicina Universale e questo è confermato da tutti i Filosofi.

 

Dice la Fenice: “… in quest’ultima parte del mio trattato resta da evidenziare le capacità curative del Lapis. Essendo l’uomo una creatura complessa, per grazia di Dio gli è stata concessa una Medicina sovrana di natura minerale che può scacciare tutti i suoi malanni. Questa Teriaca è il più prezioso farmaco che Dio abbia concesso agli eredi di Adamo; essa può curare e sanare non solo le malattie del corpo, ma anche quelle dello spirito, eliminando tutte le umidità corrosive superflue. Essa elimina ogni specie di lebbra e tutti gli altri morbi di natura fredda o calda. Se la malattie data da un mese, la cura in un giorno, se data da un da un anno la cura in dodici giorni, se invece era inveterata la cura in un mese.

 

Presa in debito modo, la Pietra mantiene la sanità del corpo ed il vigore delle membra ed è talmente forte che distrugge i segni della vecchiaia ridonando l’aspetto, la forza e il vigore della gioventù nella stessa maniera con la quale ringiovanisce i metalli decrepiti e corrosi trasformandoli nella forma perfetta dell’oro.”

 

PARTE    QUARTA

 

Nota bene, figliolo, che la più importante dottrina di questa Scienza è la conoscenza del Regime dei Fuochi, su cui nel tempo è sorta molta confusione per cui molti che non conobbero questa regola hanno sbagliato le loro operazioni e non hanno trovato nulla ritenendo così la scienza falsa ed erronea ed in questo errore sono caduti tutti coloro che non conoscevano bene tutti i segreti dell’Arte. Per questo voglio parlarti del Reggimento dei Fuochi, anche se di esso ho già trattato superficialmente nelle parti precedenti. In particolare ti voglio parlare del tempo che questa Opera impiega a perfezionarsi, affinchè vedendola andare per le lunghe tu non perda la speranza e non abbandoni l’impresa.

 

Per darti maggiori lumi dirò anche brevemente dei nomi con cui i Filosofi chiamano questa Pietra e dei Colori che nel corso dell’opera si vengono a sviluppare.

 

Quanto al Regime del Fuoco, esso deve essere blando e continuo sia di giorno che di notte e stai attento che all’inizio esso sia uguale al calore che il nostro corpo impiega per digerire il cibo e che duri finchè la Pietra non diventi Nera.

 

Dice Bonello nella Turba: “.. prima del Nero vedrai l’acqua farsi scura ed il corpo diventare sempre più spesso mentre l’umidità va diminuendo; poi il corpo perirà come succede per tutte le cose che vegetano sulla terra..”

Flore in Turba dice: “Questo Nero è una denigrazione progressiva, provocata dal grado di fuoco lento e continuo, che bisogna somministrare con pazienza e perseveranza finchè l’Opera inizi a mortificarsi.”

  

Arnaldo dice: “Il grado del Calore fino al Bianco deve essere temperato e continuo perché lo Zolfo Nero deve purificarsi lentamente e quando è diventato Bianco assomiglia all’argento ben levigato”.

  

Rosino dice: “La soluzione iniziale è ricca di umidità, perciò il fuoco deve essere leggero finchè tutto non diventi Nero, poi , quando imbianca puoi anche aumentare il fuoco”.

 

Flores dice: “Negli scritti i Filosofi parlano di un duplice fuoco: quello per la soluzione iniziale, piena di umidità, che deve durare fino al Nero e quello che serve per albificare che è più elevato”.

 

Senior e Alidoro nella Turba confermano quanto sopradetto e cioè che il calore deve essere temperato nella Elixazione e più elevato nella Assazione.

  

Ancora Bonello dice: “.. la Soluzione del corpo è la Congelazione dello Spirito ed in questa fase il calore deve essere temperato.”

Maria la Profetessa dice: “Il suo calore sia come quello che produce il sole nel mese di maggio-giugno”.

 

Fino a qui ti ho citato il parere di molti Filosofi Sapienti circa il calore del fimo all’inizio dell’Opera finchè non arriva la Bianchezza, io tuttavia preferisco impiegare il bagnomaria perché con questo mezzo è più facile dare un calore temperato e proporzionato, nonché più avvolgente come impone la Regola e che possiede a sua volta una certa umidità. Per questo motivo non approvo quel che i principali Filosofi hanno pensato non solo su questo punto, ma anche sulla Moltiplicazione che essi fanno ripetendo lo stesso modo di operare dopo aver aggiunto alla Pietra al Bianco o al Rosso un certa quantità di Mercurio Filosofale: 4 parti di questo ed una parte di Pietra. Dopo di chè si ripete la decozione. E quando è finita dicono che la Pietra è moltiplicata al primo grado e ripetendo ancora una volta la stessa operazione dicono che è moltiplicata  al secondo grado e così via.

                                                           

Allora apri bene gli occhi dell’intelletto su questo punto e capirai che molti Filosofi hanno confuso la vera Fermentazione e Moltiplicazione con un semplice aumento della quantità di Pietra, per cui quando stavano toccando la meta, nel più bello si sono sbagliati.

 

Origene dice: “… è sufficiente che la Pietra aumenti la sua efficacia da sola, senza aprire il vaso, soltanto Sciogliendo e Coagulando.”

        

 Da questa indicazione è manifesto che non si deve aggiungere nulla, né oro, né Mercurio, né altra cosa finchè la tua Opera non sia completamente perfezionata.

                          

Davide conferma: “… l’opera si fa in un vasetto con fuoco lento e da se stessa si Sublima e si Coagula sia per il Bianco che per il Rosso.”

 

L’unica differenza è che al Rosso è necessario aumentare il grado di fuoco ed è per questo che i Filosofi parlano di due fuochi, cioè uno per produrre il Bianco ed uno per produrre il Rosso: il primo è caldo e umido simile al fimo equino o bagnomaria, il secondo è caldo e secco e si ottiene col fornello di cenere, ma può essere fatto anche con fuoco di Lucerna, la quale deve dare un calore tale che si possa cuocere un uovo di gallina; questo è il caldo giusto affinchè la tua massa si faccia prima Citrina e poi Rossa e quando comincia a farsi Rossa, allora puoi aumentare il fuoco fin che vuoi perché non le può più nuocere.

 

In questo passo ti ho mostrato come molti hanno sbagliato nella Fermentazione, anche perché lasciano essiccare troppo la massa prima di porla nella pignatta, però sappi che volendo preparare la massa al Bianco e Fermentarla, bisogna che sia ben Bianca e ben asciutta, vale a dire che non circoli più, né sviluppi colori, ma stia ben ferma e fissa nel colore Bianco, così allora senza lasciarla ulteriormente dissecare, levala dal bagno e senza aprire il vaso mettila a scaldare nella pignatta come ti ho già spiegato e allora vedrai che la massa Bianca si scioglierà in acqua più presto. Questo è l’unico modo per Fermentare e Moltiplicare la tua Pietra.

 

Volendo farla Fermentare al Rosso bisogna similmente, come già detto , porla  su fornello di cenere finchè divenga prima Citrina e poi Rossa, ma devi prenderla quando è Rossa al principio, senza che abbia raggiunto il più grande grado di Rossezza, il quale invece applicherai quando avrai finito il ciclo delle tue Fermentazioni. Infatti quanto più Rossa sarà la tua Pietra, tanto sarà migliore e più perfetta.

 

Poiché ti ho già parlato abbastanza del Regimento dei fuochi, ora voglio discorrere dei tempi che ci vogliono per fare l’Opera, che sono diversi a seconda degli artefici.

 

Parmenide, gran padre dei Filosofi, dice che quando la massa è disciolta in acqua stando nel bagno o fimo con continuo calore verrà alla Corruzione [Nero] nello spazio di 40 giorni e per altri 40 giorni rimarrà Nera, continuando il medesimo calore, per poi Imbiancare, ma altri dicono che questi periodi sono di 42 giorni ed altri ancora di 60 giorni, tuttavia queste diversità dipendono dalla purezza del Mercurio e dal calore applicato. La mia esperienza insegna che i tempi di Parmenide sono quelli giusti.  Tuttavia la Fenice dice che ci vogliono 2 anni di cottura e Daniele parla di 9 mesi per completare l’Opera dal Nero al Rosso. Un altro afferma che il nostro Lapide impiega lo stesso tempo della nascita di un bambino. Non meravigliarti perciò di tutte queste differenze perché dipendono dal modo di operare. Infatti i Filosofi che hanno scritto su quest’Opera erano di diverse nazioni e paesi con usi e costumi diversi, per cui alcuni calcolavano l’anno di 6 mesi, altri di 9, altri l’hanno diviso in 4 parti ed alcuni in 3 parti.

 

Briante nella Turba biasima chi tenta di porre un limite di tempo a quest’Opera, perché è necessario aspettare con pazienza il fine di essa. Caro figlio della Dottrina, devi attendere il frutto nel tempo del suo giusto regime senza dubitare della verità di questa scienza, perché nulla produce maggior dolore ed afflizione in quest’Arte il dubbio e l’impazienza, in modo che chi crede di possedere già il mondo, alla fine non stringe nulla nella mano, perché accelerano l’Opera con maggior fuoco, come fanno molti alchimisti ignoranti. Non vedi l’attenzione che pone il contadino nell’arare il suo campo e nel seminarlo e come attenda fiducioso per molti mesi i frutti delle sue fatiche? Tu devi comportarti allo stesso modo e vedrai che se hai arato e seminato bene non attenderai molto a vedere i frutti dolcissimi della tua Arte.

 

Però volendo lavorare senza errori, quando avrai sciolto l’oro filosofico e l’avrai posto in fimo ovvero bagnomaria, come ho detto sopra, cerca di mantenere il calore temperato e continuo finché non si corrompa e cominci a farsi nero, perché se ciò non avvenisse non faresti cosa buona in quanto, come dice la massima “corruptio unius est a generatio alterius”, la corruzione di uno è la generazione di un altro. Perciò continua con pazienza a reggere il calore temperato fin tanto che vedrai la massa diventare corpo e dopo il passaggio di molti colori, farsi Bianca e fissa e poi scioglierla e coagularla secondo le tue intenzioni più volte per renderla perfetta nella maniera che ti ho già spiegato. E volendo farla al Rosso dopo che essa sarà ben bianca e asciutta, mettila nel fornello di cenere ed aumenta il fuoco; allora diventerà prima Citrina e poi Rossa, la quale porrai a sciogliere e coagulare più e più volte in modo che arriverai al fine agognato senza tanti dubbi o paure e non devi curarti se il tempo è lungo o breve, ma operare solo con oculatezza, pazienza e diligenza. Ti posso assicurare che le due volte che io ho fatto la Pietra non ho riscontrato grande variazione di tempo tra la prima volta e la seconda.

                                                                       

Per finire ti spiegherò i numerosi nomi che i Filosofi hanno adoperato per indicare quest’Opera. Alcuni Filosofi la chiamano Mercurio Filosofale o Sperma dei Metalli quando si trova allo stato iniziale, quando poi è fatta Nera la chiamano Luna Negra o Corpo Immondo e quando è allo stato Bianco la chiamano Terra Bianca mondata ed altri Semech Filosofico, e quando è Rossa la dicono Corpo Complesso o Carbunculus e con tanti altri nomi che sono serviti per occultarla agli ignoranti, attribuendogli nomi diversi a seconda delle diverse mutazioni di forma e di colore a cui va soggetta durante la cottura. Infatti essa si dissolve, si corrompe, si fa corpo, si disseca e poi si fissa con un processo circolare caratterizzato da diversi colori che si possono vedere e gustare, come il Nero, il Bianco, il Verde, l’Azzurro, il Violetto purpureo, il Croco, il Citrino, il Rosso, ma vi sono molte altre gradazioni colorate che sarebbe lungo descrivere. Tu però fai attenzione solo al Nero, Bianco e Rosso e devi sapere che tutti gli altri colori appaiono dopo il Nero e sono tutti passeggeri, mentre tra il Bianco ed il Rosso appare solo il Citrino che è il principio del Rosso. Quando la Pietra è fatta Rossa non muta più colore e quanto più il Rosso sarà vivo, tanto più la Pietra sarà potente e preziosa.

 

Alcuni affermano che i 4 Colori principali della Pietra corrispondono ai 4 Elementi, per cui il Nero sarebbe specifico della Terra, il Bianco dell’Acqua, il Citrino dell’Aria ed il Rosso del Fuoco. Io non lo nego perché questa sostanza è amica del Quaternario. Quattro infatti sono i colori, quattro gli Elementi, quattro volte bisogna amalgamarla e quattro volte scioglierla e coagularla perché diventi perfetta, ciò in ottemperanza alla Tetractys di Pitagora. Tuttavia l’ingegnoso artefice non deve perdersi nella teoria, ma ricercare solo i colori nella loro sequenza esatta, come io gli ho visti succedersi nell’anno 1509, nel 1510 e ancora poi nel 1573 e 1577, anni nei quali ho fabbricato la Pietra Filosofale per la grazia di Dio Onnipotente con l’intercessione della Beata Vergine Maria.

 

Ti posso confermare che al mondo non vi è Segreto più grande, perché realmente con la proiezione di questa Pietra ho trasmutato i metalli in vero e purissimo argento ed oro, che possono essere saggiati con qualsiasi mezzo. Così ti ho manifestato chiaramente il Segreto dei Segreti, tenuto tanto nascosto da tutti i Filosofi e per il quale non cesserò  mai di ringraziare Dio, il Cielo con tutti i Santi e la Beata Vergine Maria santissima.

 



[1] Qui Arnaldo pone le basi dei principi alchemici e considera l’Elisir come primo Ente della Pietra Filosofale, identificabile più comunemente con il MERCURIO FILOSOFALE, che normalmente viene ricavato attraverso la Sublimazione ed il Volo delle Aquile; tale MERCURIO è prodotto dall’unione del SOLE e della LUNA (il famoso matrimonio tra Gabritius e Beja), intesi non già come oro e argento volgari, bensì come Zolfo e Mercurio filosofici.

[2] Anche qui Alberto Magno non intende certo parlare dell’oro volgare o dell’astro solare che sta in cielo, ma di quel principio alchemico, da tutti chiamato ZOLFO, che è il costituente del Mercurio Filosofale, cioè la  parte Fissa dell’ACQUA di VITA,  sostanza madre di tutti i metalli e di tutti i misti.

[3] Questo Sole di Geber, che scaccia le tenebre, è quello che si trova nel bastone di Mosè, nella lancia di Atalanta o nella spada di Excalibur, tutte armi con cui bisogna percuotere la Roccia o Vergine Nera per fabbricare l’Acqua di Vita; esso sarà causa di due effetti, il primo è la liberazione delle tenebre che sono prodotte dal zolfo volgare, la seconda è la formazione dei Raggi splendenti della Stella dei Magi. Più avanti cercherò di spiegare meglio la differenza di tutti questi zolfi.

 

[4] La Pietra Bianca o al Bianco è una polvere bianca cristallina che serve a trasmutare i metalli in argento, la Pietra Rossa o al Rosso è una polvere cristallina rossa che trasmuta i metalli in oro.

[5] la tecnica di purificazione dell’oro volgare con il Cimento reale è ampiamente spiegata al capitolo IX° del libro “Il Tesoro dei Tesori” di Nicolas Grosparmy, edito da La Table d’Emeraud, Paris

[6] il giorno filosofico corrisponde normalmente a 40-50 giorni solari.

[7] questa tecnica di fabbricazione del Mercurio Filosofale mediante l’uso del distillatore, invece di adoperare le Sublimazioni è insegnata anche da altri Filosofi, come Geber.

[8] Questa non è l’Acqua di Vita o Solvente, ma il vero e proprio Mercurio Filosofale, che normalmente Fulcanelli insegna a ricavare dal ferro e Basilio Valentino dal ferro amalgamato con il rame, mentre qui essendo ottenuto direttamente dall’oro diventa molto più puro e non necessita dell’ulteriore Imbibizione spiegata da Limojon, chiamata anche terrificazione dell’Acqua, punto sul quale lo stesso Newton è rimasto bloccato.

[9] E’ il Reincrudimento di Fulcanelli. Da notare che il nostro monaco, pur partendo da posizioni sconsigliate dai più grandi Maestri, alla fine si ricongiunge ad essi dopo aver sintetizzato il Mercurio Filosofale, che Kunrath nel suo Amphiteatrum Alchemicum definisce Pietra Filosofale grezza.

 

[10] Cioè riduci l’oro volgare purificato nella sua prima essenza mercuriale adoperando il solvente mercuriale, fatto prima.

[11] Qualsiasi composto filosofico liquido che si trasforma in solido viene detto Cenere di Ermete.

[12] Ecco inventata la pentola a vapore.

[13] cioè che non cambi più colore.