AFORISMI CHIMICI
A cui si può facilmente riferire tutto ciò che riguarda la Chimica
ordinati dalla cura e dal lavoro dell’
EREMITA DEL FAUBOURG
nuovamente tradotti dal latino in francese da
M.S.D.R.
a Parigi, presso Laurent d’Houry, via San Giacomo
davanti la Fontana San Severino, allo Spirito Santo
1692
Testo estratto dal libro di S.U. Zanne SAPFAR AS-AT-AR-ŬTH
L’Eremita del Faubourg era dei Nostri e ciò che ha scritto ci appartiene.
E’ una ripresa individuale fatta per quel Corpo collettivo
che si chiama Melchissedech Malachūt-sar-Adach
(S.U. Zanne)
1 – La Chimica è la perfetta conoscenza della Natura e dell’Arte riferita al regno metallico
2 – Ad essa si danno molti altri nomi, a causa della sua eccellenza
3 – La quale, secondo l’opinione di qualcuno, è stata inventata da un certo Alchemio.
4 – In ogni epoca è stata tenuta in alta considerazione dai Filosofi, a causa della sua grande utilità
5 – Tanto che gli Adepti, impietositi, non hanno voluto celarla del tutto
6 – Ma nasconderla, lasciandola a noi sotto forma di enigmi e di figure disordinate
7 – Al fine di tenere gli indegni all’oscuro della sua esistenza
8 – E che ne fossero partecipi i soli Figli dell’Arte
9 – E che non potessero avere nessun rapporto con i Sofistici.
10 – E’ per ciò che questa Scienza è un dono di Dio, della cui grazia fa partecipe chi gli sembra buono
11 – Attraverso la rivelazione segreta di un amico fidato o per l’illuminazione della comprensione di colui che la studia
12 – Con umile preghiera, diligente lettura, profonda meditazione e assiduo lavoro.
13 – E’ dunque necessario che colui che è amante di questa Scienza, abbia sentimenti e modi onesti, che sia costante nel suo proposito ed inviolabile depositario del segreto.
14 – Oltre i doni dello spirito, bisogna che in più goda di una buona salute e dei favori della fortuna materiale
15 – Poiché questa Scienza richiede un uomo completo; quando lo trova lo possiede e, possedendolo, lo allontana da ogni altra occupazione importante, facendogli trascurare ogni cosa.
16 – La Chimica consta di due parti, la Teoria e la Pratica.
17 – Poichè l’Arte non può nulla sui Metalli, se non imita la Natura
18 – E’ necessario che la conoscenza della Natura preceda quella dell’Arte.
19 – Dunque, per la Teoria, la Chimica è una Scienza grazie alla quale i principii di tutti i Metalli, le loro cause, proprietà e passioni, vengono conosciuti a fondo, cosicchè i Metalli imperfetti, incompleti, misti e corrotti, si possano trasmutare in vero Oro.
20 – Siccome, nelle Materie fisiche la causa finale si connette con la forma, i principii e le cause dei Metalli sono le loro Materie, Forme e Cause Efficienti.
21 – La Materia dei Metalli è lontana o vicina
22 – Quella che è lontana, sono i raggi del Sole e della Luna, grazie a cui si formano tutti i Composti naturali
23 – La Materia vicina, sono lo Zolfo e l’Argento vivo ovvero i raggi del Sole e della Luna determinati alla generazione dei Metalli, sotto forma di una certa sostanza umida, untuosa e vischiosa.
24 – La Forma dei Metalli consta dell’unione di questo Zolfo e di questo Argento vivo
25 – Siccome questa unione differisce a causa delle diverse commistioni e dei diversi gradi di Cottura, ne deriva la diversità dei Metalli.
26 – La Natura da sola realizza questa unione nelle viscere della Terra mediante un calore temperato.
27 – Da questa unione conseguono immediatamente due proprietà o passività, comuni a tutti i Metalli, e sono la Fusibilità e l’Estensibilità, cioè, di poter essere fuso e di poter essere esteso.
28 – I Metalli si possono fondere perché sono composti di Argento vivo, tanto fisso che volatile, e di Zolfo volatile, non fisso.
29 – Possono essere estesi a causa della forte unione del Vivo-argento con lo Zolfo, il che è detto Viscosità.
30 – I Metalli sono dunque dei Corpi minerali di sostanza compatta e di forte amalgama, fusibile, atto a venire estesa sotto il maglietto in tutte le maniere.
31 – Se ne enumerano di solito sei e cioè: l’Oro, l’Argento, lo Stagno, il Piombo, il Rame e il Ferro
32 – Di questi sei, due sono perfetti: Oro e Argento
33 – Gli altri quattro sono imperfetti
34 – Di quest’ultimi, due sono molli: Stagno e Piombo
35 E due duri: Rame e Ferro.
36 – La perfezione dei Metalli consiste nell’abbondanza di Vivo-argento e nell’uniformità della sua sostanza, oppure, nella perfetta unione dei suoi principii, che si ottengono con una lunga e temperata cottura.
37 – Da qui derivano molte Proprietà o Passività, che fanno la differenza tra Metalli perfetti e imperfetti.
38 – La prima di queste proprietà è che i Metalli perfetti ricevono facilmente l’Argento vivo e respingono lo Zolfo
39 – La seconda è che non bruciano né prendono fuoco ma soffrono la prova della Coppella e della Cementazione o almeno la prima.
40 – La terza, è che il Fuoco, che dissolve ogni cosa, non ha la forza di dissolvere né di separare le parti che li compongono e cioè umidità e secchezza.
41 – La quarta, che possono venire estesi più di tutti gli altri metalli.
42 – La quinta, che sono i più pesanti di tutti, se si eccettua il Piombo rispetto all’Argento.
43 – La sesta, è che resi incandescenti al Fuoco, emettono un bagliore bluastro e celeste e non fondono se non prima di esser divenuti rossi e scintillanti.
44 – La settima, è che non producono mai impurità.
45 – L’imperfezione dei Metalli consiste nell’abbondanza di Zolfo e nella difformità di sostanza, cioè, nella commistione imperfetta dei principii, causata da una Cottura troppo breve o troppo affrettata e non moderata.
46 – Da questa Forma derivano le Passività e Proprietà dei Metalli imperfetti, che sono tutte differenti da quelle dei Metalli perfetti.
47 – La prima delle quali è che i Metalli imperfetti si uniscono facilmente allo Zolfo e difficilmente al Mercurio, eccetto quelli che a causa della loro imperfetta coagulazione sono poco lontani da questi: tali sono lo Stagno e il Piombo.
48 – La seconda è che bruciano e si infiammano e non sopportano la prova della Coppella né della pietra.
49 – La terza è che le loro parti essenziali, cioè la loro umidità e secchezza, sono assorbite e rilasciate dal Fuoco.
50 – La quarta è che non possono essere tanto estesi quanto i Metalli perfetti.
51 – La quinta è che sono più leggeri dei Metalli perfetti, se si eccettua l’Argento rispetto al Piombo.
52 – La sesta è che venendo riscaldati si anneriscono o imbiancano luminosamente e che prima o dopo la loro ignizione. Fondono più lentamente rispetto ai Metalli perfetti.
53 – La settima è che sono corrotti dalla putredine.
54 – L’Oro è un metallo digerito perfettamente, citrino, morbido e scintillante, che patisce la prova della Coppella e della pietra; è il più pesante dei Metalli.
55 – L’Argento è un metallo meno perfetto dell’Oro ma più perfetto degli altri, digerente, bianco e di pura bianchezza, pulito, sonoro e resistente alla coppellazione.
56 – Lo Stagno è un metallo molle, di imperfetta digestione, bianco e luminoso ma con un chè di livido, poco sonoro ed è il più leggero dei Metalli.
57 – Il Piombo è un Metallo molle, di imperfetta digestione, livido, muto e pesante.
58 – Il Rame è un Metallo duro, di imperfetta digestione, rosso tendente allo scuro, livido e sonoro.
59 – Il Ferro è un metallo duro, di imperfetta digestione, bianco di impuro candore, livido e nerastro, molto sonoro.
60 – I Metalli hanno tutti la stessa origine e sono composti degli stessi principii
61 – Differiscono tra loro per qualità e quantità di principii, nella loro composizione, in base ai diversi gradi di cottura
62 – Ne consegue che i Metalli imperfetti possiedono una naturale disposizione a ricevere la forma di quelli perfetti
63 – Posto che, grazie ad una cottura perfetta, si siano liberati delle parti eterogenee e solforose, che sono la causa della loro imperfezione;
64 – Cioè, nelle viscere della Terra, per la sola Natura e per un lungo spazio di tempo;
65 – Ovvero, sulla Terra, per la stessa Natura, aiutata dall’Arte, in un istante;
66 – Per la proiezione di una Medicina sui Metalli imperfetti, essendo fusi, o sul Vivo-argento portato a bollore che li penetra in un momento, e li unisce, in modo da unire in essi la forma dei Metalli perfetti, e cioè, dell’Oro e dell’Argento volgari, con tutte le loro proprietà, accidenti, qualità e corrispondenze.
67 – Questa trasformazione dei Metalli da imperfetti a perfetti è non solo possibile
68 – Ma vera.
69 – ---------------------------- [manca]
70 – Così, la Pietra dei Filosofi o loro Medicina, per cui tramite si compie questa trasmutazione, deve contenere in sé la forma dell’Oro e dell’Argento volgari
71 – Poiché, se questa non avesse tale forma, non potrebbe assumerla dopo.
72 – Ogni Composto naturale si distingue dagli altri Composti naturali grazie alla sua forma specifica, che è realmente e attualmente distinta da tutte le altre forme dei vari corpi composti naturali
73 – Da ciò ne consegue che soltanto l’Oro tra tutte le sostanze determinate in uno dei tre regni della Natura (Vegetale, Animale e Minerale), l’Oro volgare soltanto, contiene attualmente in sé la forma, la qualità, gli accidenti, le corrispondenze e le proprietà dell’Oro volgare.
74 – Ecco perché il solo Oro volgare è l’unico soggetto da cui si deve estrarre la forma dell’Oro, per la composizione della Pietra dei Filosofi.
75 – L’Oro volgare è semplicemente perfetto di natura; cioè non gli occorre che gli si aggiunga altra perfezione per essere Oro.
76 – E’ per questo motivo che non può trasmettere la sua perfezione agli altri Metalli imperfetti.
77 – Se dunque noi facciamo in modo che l’Oro volgare introduca la sua propria forma nei metalli imperfetti, per infondergli la sua stessa perfezione, è assolutamente necessario che lui stesso sia reso più perfetto, cioè, bisogna che abbia un maggior numero di virtù e di aureità rispetto alla sua perfezione naturale.
78 – Nessun composto si può rendere più perfetto se non viene di nuovo sottoposto alle operazioni della Natura.
79 – E tutte le volte che viene sottoposto, esso acquista nuove perfezioni per la sua specie.
80 – Perché ciò avvenga, è necessario che il Composto si sciolga in materia simile a quella di cui si è servita la Natura per la sua produzione.
81 – Poiché, non si realizza spontaneamente nessuna nuova generazione che non sia stata preceduta da una putrefazione.
82 – E, come abbiamo precedentemente detto, l’Oro volgare trae origine dall’umido untuoso e vischioso.
83 – E’ certo che non può essere reso più che perfetto, se non viene primieramente ridotto alla prima materia umida e untuosa.
84 – Ogni Argento naturale rende il passivo simile a sé in sostanza e qualità.
85 – Dunque, affinchè l’Oro volgare sia risolto in umidità untuosa e vischiosa, occorre un agente umido untuoso e vischioso
86 – Non ogni tipo di agente come quelli di cui si è detto, bensì omogenei all’Oro e alla sua Natura
87 – E che possieda eminentemente la forma dell’Oro o che la possa acquisire con una nuova specificazione e determinazione, insinuandosi nelle parti dell’Oro volgare
88 – Poichè, questo Agente deve naturalmente e radicalmente mescolarsi con i principii dell’Oro e penetrarlo in ogni più piccola parte, cosicchè essendo ad esso mescolato, non possano più in alcun modo essere separati
89 – Ora, le cose eterogenee non possono mai rimanere unite in tal modo.
90 – Oltre a ciò, questo Argento deve essere più sottile, più attivo e più spirituale dell’Oro volgare, ecco perché è la materia prima dell’Oro
91 – Poiché nulla si dissolve naturalmente se non nella cosa e per la cosa da cui è composta.
92 – Da ciò concludiamo che nessuna sostanza vegetale, animale e minerale, che non sia di natura metallica (come sono le pietre e il sale), può rendere l’Oro più perfetto, per quanti artifici si possano addurre per prepararli, purificarli e sottilizzarli.
93 – Del pari, anche tutti gli spiriti metallici che non sono della Natura dell’Oro, come lo Zolfo e l’Arsenico, e gli altri Minerali, tanto piccoli che intermedi, che sono della loro composizione o, in quanto composti, e per quanto siano più attivi e sottili dell’Oro
94 – Il quale, venendo privato del suo Zolfo, non accetta questi spiriti metallici
95 – Benchè la potenza e la virtù degli Spiriti minerali sia così grande nel genere metallico, da non potere essere attirati da questi soli.
96 – Affinchè l’Oro volgare possa diventare più che perfetto mediante la risoluzione delle sue parti, al fine di poter condurre i Metalli imperfetti a perfezione, è necessario tuttavia, fare ricorso a qualche Spirito metallico, della stessa natura dell’Oro, e di conseguenza che gli si possa unire.
97 – Siccome è prassi per tutto quanto è stato finora detto, che l’Oro volgare non è altro che un Argento vivo puro, perfettamente digerito e cotto dalla Natura nelle Miniere della Terra
98 – Ne consegue che non lo si può sciogliere né rendere più che perfetto se non mediante il solo Argento vivo crudo e indigerito
99 – Ma non è l’Argento vivo volgare né quello dei Corpi che si estraggono dai Metalli
100 – Benchè vi sia una grande amicizia tra l’Oro e questi Mercurii
101 – Perché, approssimandosi molto alla natura dell’Oro,
102 – Essi sono solamente l’unico soggetto della trasmissione passiva.
103 – Perchè la Natura ha posto un termine al suo lavoro, e così pure all’Oro.
104 – E’ per questo che, non essendo la Materia Prima dell’Oro
105 – Non possono agire su di lui
106 – Ma, con il solo Vivo-argento dei Filosofi, cioè, con la sola umidità untuosa e vischiosa, che è la radice di tutti i Metalli.
107 – Ma, per quanto questa semenza metallica non si offra mai ai nostri sensi nelle Miniere
108 – E che non è nella potenza degli Uomini ma di Dio soltanto, creare degli spermi,
109 – Si deve dedurre da quanto fin qui detto che c’è qualche Minerale che può offrirci questo Mercurio dei Filosofi
110 – Atto ad aumentare nell’Oro la sua capacità di tintura, fusibilità e penetrazione, conformemente a quanti si è qui detto.
111 – E siccome tra i Minerali non c’è che l’Antimonio in grado di perfezionare il color pallido dell’Oro, facilitarne la fusione e renderlo più penetrante
112 – E’ chiaro e semplice che è l’unico Minerale dal quale e col quale si può ottenere il detto Argento vivo o Mercurio dei Filosofi.
113 – Siccome però l’Antimonio non può trasmettere all’Oro più tintura di quanta ne richieda la perfezione naturale
114 – E che l’Oro ( come è stato provato) dev’essere reso più perfetto in tintura dal Mercurio dei Filosofi
115 – Ne consegue che questo Mercurio non può essere ottenuto dal solo Antimonio
116 – Ma ancora con lui e per suo mezzo, dagli altri corpi metallici imperfetti, dove l’Oro abbonda.
117 – E, di questi Corpi, non se ne hanno che due: Marte e Venere.
118 – Per cui concludiamo che bisogna estrarre il nostro Mestruo Reale con l’operazione dell’Arte e della Natura dall’Antimonio e, per suo mezzo, da Marte e Venere.
119 – L’Antimonio, Marte e Venere, sono composti di Zolfo e di Mercurio.
120 – Lo Zolfo, come abbiamo detto, è contrario alla Natura, causa la propria infiammabile untuosità e adustibilità e la sua terra impura.
121 – E’ per questo che prima di tutto bisogna purgare la suddetta materia del nostro Mestruo dal suo Zolfo combustibile
122 – Affinchè il suo solo Mercurio possa essere utile al nostro proposito
123 – Questo Mercurio, gettato sull’Oro senza ulteriore preparazione non vi aderisce profittevolmente ma svapora sotto la forza del Fuoco come tutti gli altri Spiriti minerali, lasciando l’Oro inalterato, impuro e sozzo, o lo trascina con sé
124 – A causa della sua impurezza terrestre che gli aderisce ancora, e della sua acquosità fuggitiva.
125 – Bisogna dunque necessariamente purgare perfettamente questo Mercurio da tutte le sue forze, affinchè divenga Mercurio dei Filosofi, che possa unirsi all’Oro e renderlo più perfetto.
126 – Basta la dissoluzione per mondare perfettamente dalle sue lordure ogni composto naturale
127 – E ogni dissoluzione di un Composto naturale si risolve nell’umidità da cui è composto.
128 – Dunque, poiché la materia del nostro Mestruo è metallica
129 – E, di conseguenza, emana dall’umido untuoso e vischioso, come si è visto,
130 – E’ necessario, per purgarlo e mondarlo perfettamente, che sia dissolto in una analoga umidità untuosa e vischiosa.
131 – Questa dissoluzione della Materia, richiede primariamente una Calcinazione
132 – Perché nessun Corpo secco si può risolvere naturalmente in umido se non è Sale o abbia acquisito la natura salina per mezzo del Fuoco.
133 – Bisogna dunque necessariamente calcinare la nostra Materia affinchè divenga atta alla dissoluzione.
134 – Senza la putrefazione non si potrebbero sciogliere le parti essenziali di un Corpo secco né farne dissoluzione perfetta, anche se è già ridotto in Acqua.
135 – E’ per questo che la Materia del nostro Mestruo e l’Oro devono essere egualmente purificati, per essere resi più che perfetti, come abbiamo detto prima.
136 – Ora, ogni umido si putrefà e si corrompe a calore lento e umido.
137 – Da ciò consegue che la nostra Materia venendo risolta in umidità untuosa e vischiosa, deve venire elaborata ancora mediante digestione,
138 – Affinchè con la sublimazione le parti sottili si possano separare dalle più spesse e le pure dalle impure.
139 – La Natura ci offre due mezzi per compiere tali operazioni, cioè l’Acqua e il Fuoco.
140 – Per mezzo del fuoco le parti adustibili e volatili si separano
141 – E, per mezzo dell’Acqua, le parti terrestri e feculente.
142 – La Pratica della Chimica consiste in questa sublimazione filosofica del Mercurio e nella sua unione con l’Oro, mediante molteplici Dissoluzioni e Coagulazioni,
143 – In modo che ne derivi una Medicina Universale potentissima, per perfezionare i Metalli imperfetti e restituire la salute ai Corpi malati, quali che siano.
144 – Medicina che è volgarmente detta Pietra dei Filosofi, poiché resiste al Fuoco
145 – Ed è arricchita ancora di molti altri nomi, per molteplici ragioni.
146 – Essa può ben definirsi in base a tutto ciò che fin qui si è detto, il Soggetto Chimico, composto dei principii metallici che sono stati esaltati al massimo grado di perfezione mediante molteplici Soluzioni e Coagulazioni filosofiche,
147 – Poiché, siccome la Natura non può creare nulla di più perfetto dell’Oro nel regno minerale,
148 – Bisogna che venga aiutata dall’Arte se vuole renderlo più perfetto.
149 – Dunque, la Pratica della Chimica consta di massima di due operazioni, ovvero: preparazione del Mercurio dei Filosofi e composizione dell’elisir o Medicina
150 – Queste, pur non essendo di difficile realizzazione,
151 – Apportano tuttavia dispiaceri a causa delle difficili esperienze e delle false riuscite,
152 – Che non si possono evitare se non da parte di un Artista industrioso, esperto, prudente e paziente
153 – E queste operazioni non richiedono una grossa spesa.